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  Falso è bello        Indice       

 

 

CURIOSITA'

Sono molte le personalità di una certa fama che si tengono in casa dei "falsi d'autore".

"La prima cliente famosa - racconta un grosso mercante di autentici falsi d'autore - fu Sophia Loren che, affascinata da queste opere, reclamizzò l'idea in America, dove oltre ai molti attuali estimatori annovera il ricordo di Frank Sinatra". Da noi la lista dei clienti può perfino stupire: "dal Barone von Tyssen, ad Alberto di Monaco, sino ad Agnelli e Berlusconi".

 

 

Fabio Fazio non solo ha la casa piena di falsi, ma, come si vede dalla foto di "Panorama" del 3.2.2000, ci tiene a farsi fotografare con loro (in alto Ritratto del dottor Ghachet di van Gogh e, più sotto,  Ritratto di Giuseppe Verdi di Giovanni Boldini).

 

 

 

 

Ma quello che più stupisce è che anche Vincent van Gogh era un falsario di sé stesso, infatti di questo ritratto, come di tante altre opere di questo artista, ne esistono due versioni.

Il primo di questi ritratti (Dottor Gachet con ramoscello di digitale - foto a sinistra) è esposto al Louvre di Parigi (una copia in casa Fazio); il secondo (Dottor Gascet con libri e ramoscello di digitale - foto a destra) si trova a New York al S. Kramarsky Trust Fund.

 Entrambi i quadri sono stati dipinti nel giugno 1890 e, contrariamente a quanto appare nella copia di Fazio, nessuno dei due è stato firmato dall'autore, il primo misura cm. 68 x 57, il secondo 66 x 57.

   

Da questi quadri van Gogh ricavò anche delle incisioni di cui se ne conoscono sedici esemplari (una, quella rappresentata qui sotto,  è esposto ad Amsterdam al Rijksmuseum Vincent van Gogh).

Qui sotto sono invece riprodotti due quadri di Gauguin: il primo è un disegno a carboncino rappresentante la signora Ginoux (Arlesiana).

 

Fa parte della collezione Harley di Bradford in Pennsylvania. Il secondo è un dipinto intitolato "Au cafè" e vi è raffigurata sempre la signora Ginoux. E' conservato al Museo Pusckin di Mosca. Ambedue sono stati prodotti da Gauguin nel 1888 ad Arles.

In quel periodo Gauguin viveva ad Arles a stretto contatto con van Gogh e frequentava

lo stesso caffè dei coniugi Ginoux e, guarda caso, anche van Gogh volle ritrarre questa signora (neanche tanto bella). Il risultato, come si vede qui a sinistra, consiste in una copia perfetta dell'Arlesiana  di Gauguin.

Non contento van Gogh di questo quadro ne ha fatte ben tre copie:: "Arlesiana con parete di fondo ciliegia" (Roma, Galleria d'Arte Moderna); "Arlesiana con parete di fondo rosa violacea" (Ottero, Rijksmuseum Kroller-Muller); "Arlesiana con parete di fondo rosa" (San Paolo, Museu de Arte). (Nelle brutte fotografie in bianco e nero sono distinguibili soltanto dalla forma diversa dei libri posati sul tavolo.)

I pittori sono tutti anche autori di falsi? Sembrerebbe proprio di sì. Comunque Gauguin, per un certo periodo fu "copista" di professione.

 

La cattiva fotografia qui a sinistra rappresenta la copia, eseguita da Gauguin, della celebre "Olimpia" di Manet.

Questo "Falso" è esposto al Bergh di Oslo e porta scritto in basso a sinistra "D'aprés Manet / Gauguin". Il dipinto originale di Manet entrò al Musèe du Luxembourg a Parigi nel 1890. Ottenuta l'autorizzazione necessaria (allora non esistevano le riproduzioni fotografiche), Gauguin si dedicò al lavoro di copista in un periodo situabile tra gennaio e aprile del 1891. La copia, non molto fedele all'originale, venne acquistata all'asta Gauguin nel 1895 per 230 franchi da Degas.