ARIDO

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Paul Gauguin (1848 - 1903)Bambine bretoni (1889)

             

Dimensioni originali  73 x 92  -  Copia  51 x 64

Ubicazione :    Tokio - Museo Nazionale d'Arte Occidentale

 

 

Gauguin, con i colori, le tele e il cavalletto, vagava per le campagne e le spiagge bretoni in cerca di soggetti, anche i più semplici, che potessero accendere la sua fantasia. Queste due figure si stagliano su uno sfondo dai colori vivaci, tratteggiato con pennellate

 gialle, rosse, bianche, verde chiaro, verde scuro fino all’azzurro cupo del mare. L’immagine delle bambine, che appaiono rozzamente vestite con i loro grembiulini a righe e le cuffie scure, contrasta con la luminosità del paesaggio evidenziando l’influenza di un cattolicesimo superstizioso e bigotto sull’abbigliamento degli abitanti di Le Pouldu. I volti ricordano quello che Gaughin scriveva a Van Gogh dei bretoni: “Le figure sono quasi asiatiche, gialle, triangolari, severe”. Gaughin tuttavia si avvicina alle bambine con un certo rispetto conferendo loro una monumentalità che eleva la loro dignità personale anche se gli smisurati piedi nudi, in primo piano, simboleggiano la miseria della loro condizione esistenziale.

L’aria spaurita e miserabile aveva suggerito all’autore il titolo significativo “Le due poverette” e il critico Arsène Alexandre le aveva definite “due ragazzine bretoni quasi nane, in vestiti troppo grandi, con già l’aria di vedove”:

Il quadro fu acquistato negli anni Trenta, tramite Vollard, dal principe giapponese Matsukata.