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Edvard Munch (1863 - 1944):  Adolescenza  (1894)

             

Dimensioni originali  110 x 151,5  -  Copia  44 x 60

Ubicazione :    Oslo - Nasjonalgalleriet

 

 

 

“Adolescenza” del 1893 (qui rappresentata), insieme alla sua versione del 1886 ora dispersa, rappresenta per la sua convincente trovata pittorica un precursore della serie “Il risveglio dell’amore”. Un’adolescente nuda appare seduta in una scena molto stretta. Il letto, che a sinistra e a destra viene tagliato dal bordo del quadro, costituisce nella

 

 

 composizione l’orizzonte statica, alla quale sembra sia fissato il corpo seduto in posizione eretta. La luce che penetra da sinistra crea un’ombra molto scura che, aggiunta alla posizione insicura della ragazza seduta sul bordo del letto, aumenta la fragilità della composizione, rappresentando una minaccia. Ombra e fragilità escludono in modo assoluto un’interpretazione del quadro quale rappresentazione del tema abituale dell’epoca “Modella per la prima volta”,  sottraendolo alle inevitabili insinuazioni del pubblico. Nel manifesto di Saint Cloud, e cioè in una serie di annotazioni fatte nel sobborgo parigino nella primavera del 1880, Munch descrive efficacemente il fenomeno dell’ombra: “…Quando passeggio al chiaro di luna – tra le vecchie sculture ricoperte di muschio, che ora conosco una per una – rimango atterrito dalla mia stessa ombra – Dopo aver acceso la lampada, vedo improvvisamente – la mia ombra enorme che va dalla parete fino al soffitto – E nel grande specchio sopra la stufa vedo me stesso – il mio stesso volto spettrale – E vivo con i morti – con mia madre, mia sorella, il mio nonno e mio padre – soprattutto lui – Tutti i ricordi, le più piccole cose – vengono alla superficie…” . Mentre nel brano l’ombra dà voce al ricordo del passato e all’esperienza della morte dei famigliari, la forma scura dell’ombra volutamente imprecisa del corpo della ragazza rappresenta la minaccia del futuro.

L’adolescenza rappresenta quella difficile fase di passaggio dall’infanzia all’età adulta. Gli occhi spalancati e le braccia incrociate sul pube indicano con il linguaggio del corpo quanto significhi per la ragazza essere abbandonata all’ignoto e il risveglio della sessualità. Per la prima volta appare evidente il collegamento, tipico del “Fregio della vita” di Munch, tra paura e sessualità.