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Sandro Filipepi detto Botticelli (1445 - 1510)La nascita di Venere (particolare) (1485)

             

Dimensioni originali  279 x 175  -  Copia (particolare)  50 x 60

Ubicazione :    Firenze - Galleria degli Uffizi

 

 

 

Con la Nascita di Venere Dipinta per Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici ed ora agli Uffizi, Botticelli torna alle favole profane; siamo intorno al 1485.

Nella Nascita di Venere il nudo castissimo nei suoi primi fremiti di vita è fermo e trepido tra l'irrompere dei Venti e l'accorrere dell'Ora col manto fiorito; il colore avorio del corpo si accorda col verde pallidissimo delle onde che trascolorano nell'azzurro trasparente del cielo, la costa, più che scandire lo spazio lontano, sembra ritrarsi in golfi e baie sotto la spinta dei venti assecondando l'andamento del manto. Siamo ormai al diapason delle possibilità espressive della linea melodica botticelliana e l'occhio dello spettatore sembra impigliarsi, smarrirsi, irretirsi nell'intreccio della massa dorata dei capelli così come la mano del maestro inseguiva con tenerezza struggente questi ritmi preziosi, ma oltre questo limite altro non può esservi che l'accademia o la crisi.

La Nascita di Venere è anzitutto dipinta su tela. L'esecuzione di dipinti su tela era relativamente meno costosa rispetto alle tavole in legno. Quindi la tela veniva usata di preferenza per l'arredo di ville di campagna, in cui la rappresentazione e l'esposizione erano meno importanti che nei palazzi di città delle famiglie. Esse servivano come rifugio dal rumore, dal caldo e dalla vita frenetica della città. Ci si voleva riposare e godere della vita campestre. L'arredo delle ville di campagna era adatto a questo bisogno di pace e di distensione e per la decorazione dei locali venivano preferiti temi arcadici di carattere sereno. Sappiamo, da descrizioni dell'epoca, che, per esempio, nella villa di campagna dei  Medici a Careggi erano appesi, sopra le porte delle sale principali, quadri raffiguranti paesaggi immersi nel sole, con animali, donne che si bagnano, cantori e persone intente a danzare. Anche La nascita di Venere, deve essere visto in quest'ottica.

Venere è situata al centro del quadro, su una conchiglia galleggiante sull'acqua. La schiuma da cui esce si era formata attorno ai genitali del dio del cielo Urano, per opera di Cronos, suo figlio, che il padre aveva fatto a pezzi e gettato in mare. L'immagine di Venere appare nel dipinto botticelliano come una statua antica. Il morbido modellato del suo incarnato bianco e luminoso ricorda il marmo, mentre nel suo atteggiamento ritroviamo l'antica scultura della Venus Pudica. Botticelli ha marcato con una linea nera il profilo della figura, rilevandola così nettamente dal piano del dipinto e sottolineandone la straordinaria luminosità e freschezza. Dal cielo cadono rose, la cui comparsa coincide, secondo l'antica credenza, con la nascita di Venere.

In realtà non è rappresentata la nascita della dea dell'amore, come fa pensare il titolo del dipinto, bensì il suo arrivo all'isola di Citera, sulla cui costa sarebbe approdata dal mare dopo la nascita. Così narra Omero nel suo inno a Venere, usato da Botticelli come fonte letteraria per la sua opera. Sul lato sinistro vola il dio del vento Zeffiro, stretto alla brezza Aura. Entrambi sono intenti a spingere verso terra la dea dell'amore. Lì Venere è accolta da una delle Ore, le dee delle stagioni, che apre per lei un mantello. I fiori che lo adornano indicano la stagione primaverile.